Gemma vino naturale

Gemma vino naturale

Settembre 8, 2021 0 Di lasecondadolescenza

“Ne ho vedute tante da raccontar…

Giammai gli elefanti volar!”

 

Tante cose possono capitare di prima mattina. Non sentire la sveglia, trovare la colazione a letto, litigare con qualcuno, baciarsi, inciampare dal letto ad esempio. Appena ci si sveglia e ci si stiracchia nel letto è quel momento della giornata che contiene ancora riserbo sulla luce e sul futuro, un piccolo lasso di tempo che contiene già tutto ma stenta a palesarsi. La mattina è una vecchia signora seduta sull’uscio che da sotto i baffi si prende beffe di noi ancora mezzi addormentati

Bene, a me oggi, appena sveglia, è capitato di scoprire che Milano ha un’isola.

No, non intendo il quartiere Isola a Nord di Garibaldi, ma proprio un’isola intesa come un pezzetto tondeggiante di territorio milanese che anziché essere lambito dal mare si comporta più come un possedimento d’oltreterra e si circonda delle provincie di Pavia e Lodi.

Allego link per i più scettici, ma il punto è, perché ancora mezza addormentata mi sono imbattuta nella mappa geografica della Lombardia? Come per almeno tre quarti delle mie azioni quotidiane, l’innesco è stato il vino. In questo caso due vini, due nuove etichette arrivate da qualche giorno sugli scaffali di Vinoir. Gemma e Oasi (da pronunarci òasi come richiesto dall’accento) recapitate in negozio di persona dal produttore Mirco Pauletti che a partire dal 2018 ha intrapreso la sfida di produrre vino in provincia di Milano. E vino naturale per giunta.

 

E se San Colombano è l’isola che non c’è, Mirco è sicuramente il suo guardiano del faro. O un naufrago felice, che con la caparbietà dei solitari e l’aiuto fraterno di Luca Francesconi di Joseph a Ponte sul Mincio ha iniziato a prendersi cura senza chimica e diserbo di una piccola vigna di Cabernet Sauvignon e di Syrah e di trasformarli in Gemma un bel rosso tornito e snello, scattante per acidità, da bersi anche un po’ freschino ad inizio autunno e, dall’annata 2020, in Oasi un rosato color ballerina di Degas che con le danzatrici condivide anche l’andamento leggero, quasi etereo di un carezza al tramonto. (*)

Come già mi è capitato di scrivere, anche nel caso di Gemma i vini di Mirco assomigliano a Mirco, alla sua gentilezza, alla sua curiosità, alla sua voglia di fare bene su quella collina dove per anni e anni si è fatto solo tanto e male. Berli per me è come fargli un in bocca al lupo, che viva sempre ovviamente libero in un mondo che ha bisogno di gente sognatrice che vede l’impossibile realizzarsi, gli elefanti volare.

PS. Piccolo excursus perché la storia di San Colombano a 22 km da Milano eppure “milanese” mi ha proprio incuriosito. Leggendo pare tutto parta dalla costituzione nel 1992 della provincia di Lodi alla quale i san colombanesi si sarebbero però opposti mediante referendum chiedendo di continuare ad afferire alla provincia di Milano. Un’exclave. Un’isola. In fondo un elefante che vola.

(*) Per completezza segnalo che Oasi è prodotto con le sole uve Cabernet Sauvignon!