Agricola Paglione

Agricola Paglione

Giugno 10, 2019 0 Di lasecondadolescenza

Il mio rapporto con la Puglia vinicola non è dei migliori e credo derivi da anni di assaggi sbagliati e da tante aziende che ancora seguono la dottrina della quantità sulla qualità. Sicuramente Agricola Paglione a Lucera in provincia di Foggia non è una di queste.

Un’azienda che si avvicina al mondo del vino naturale e lo fa quella spontaneità di chi il vino lo fa bene da sempre. Dopo la conversione al biologico del 1994, oggi l’azienda si pone come obiettivo tutelare e valorizzare il lor territorio, la Daunia. Un obiettivo centrato che si sente diretto nel bicchiere dove ho assaggiato il loro Cacc’ e Mitte Caporale.

Vino dedicato a Nonno Nicola, testimone moderno della storica vinificazione della zona e da cui deriva il nome della DOC storica di Lucera. La pigiatura infatti avveniva in grandi palmenti di roccia dati in affitto e che dovevano essere liberati al termine del fitto, “Cacc’”, per far spazio all’uva del nuovo affittuario, “Mitte”. E anche le uve che si ritrovano in Caporale – Nero di Troia, Montepulciano e Bombino Bianco – riflettono oggi le abitudini dei vecchi contadini di raccogliere tutta in un giorno la loro uva, bianca o rossa che fosse, e pigiarla nel palmento in affitto. Un vino che con parole antiche parla una lingua nuova, moderna e anche un po’ slang.

Come il loro bianco, L’eclettico, da uve Malvasia Bianca e Bombino Bianco vinificate in rosso. Profumi intesi dal vegetale alla frutta matura si fondono in un sorso complesso e appagante. Tutto il mondo antico, rurale e duro della campagna pugliese interpretato con lucida modernità dalla mano di Paglione.

 

Vini che mi hanno ricordato due ragazzi di campagna che dopo anni nella città tornano al paese e, seppur diversi e cresciuti, hanno mantenuto tutta la loro sostanza e il loro cuore, intatto.